Core Web Vitals e SEO: Cosa Devi Sapere nel 2025

Guida completa ai Core Web Vitals 2025: cosa sono LCP, INP e CLS, come misurarli e migliorarli per scalare le posizioni su Google.

Parliamoci chiaro: la velocità del tuo sito conta eccome

Se il tuo sito ci mette 5 secondi a caricarsi, hai un problema serio. Non lo dico io per spaventarti — lo dice Google, e lo dicono soprattutto i tuoi potenziali clienti che nel frattempo hanno già cliccato sul risultato del tuo concorrente. La verità è che nel 2025 le performance del sito non sono più un "nice to have", sono un fattore di ranking a tutti gli effetti.

Io lavoro come consulente SEO a Perugia da diversi anni e ti posso garantire una cosa: quando analizzo un sito che fatica a posizionarsi, nel 70% dei casi trovo problemi di performance. Non sempre sono l'unica causa, certo, ma sono quasi sempre un pezzo del puzzle. I Core Web Vitals sono il modo in cui Google misura queste performance, e se non li conosci ancora, è ora di rimediare.

Cosa sono i Core Web Vitals (spiegati semplici)

I Core Web Vitals sono tre metriche che Google usa per valutare l'esperienza utente del tuo sito. Non servono competenze da sviluppatore per capirli, credimi. Vediamoli uno per uno.

LCP – Largest Contentful Paint

In parole povere: quanto tempo ci mette l'elemento più grande della pagina a diventare visibile. Può essere un'immagine hero, un blocco di testo, un video. Google vuole che questo avvenga entro 2,5 secondi dal momento in cui l'utente clicca sul link.

Ti faccio un esempio concreto. Hai presente quei siti dove clicchi e per 3-4 secondi vedi solo uno schermo bianco? Ecco, quello è un LCP pessimo. L'utente non sa cosa sta succedendo, si innervosisce e se ne va. Google lo sa e ti penalizza.

INP – Interaction to Next Paint

Questa metrica ha sostituito il vecchio FID (First Input Delay) a marzo 2024, quindi se trovi ancora guide che parlano di FID, sappi che sono datate. L'INP misura la reattività del sito: quando un utente clicca un pulsante, compila un form o interagisce con un menu, quanto tempo passa prima che il sito risponda visivamente?

Il valore ideale è sotto i 200 millisecondi. Se il tuo sito è pieno di JavaScript pesante che blocca il thread principale, l'INP sarà alto e l'esperienza utente ne risente. Hai presente quando clicchi su "Aggiungi al carrello" e non succede niente per un secondo? Ecco, quello è un problema di INP.

CLS – Cumulative Layout Shift

Questo è il mio preferito, nel senso che è quello che fa arrabbiare di più gli utenti. Il CLS misura gli spostamenti imprevisti degli elementi sulla pagina. Stai per cliccare su un link e — zac — la pagina si sposta perché si è caricato un banner pubblicitario e finisci per cliccare su tutt'altro. Frustrante, vero?

Google vuole un CLS inferiore a 0,1. Le cause più comuni sono immagini senza dimensioni definite, font che si caricano in ritardo e contenuti dinamici che si inseriscono nella pagina senza preavviso.

Perché a Google interessano così tanto?

La risposta è semplice: Google vuole mandare gli utenti su siti che offrono una buona esperienza. Se il tuo sito è lento, instabile e poco reattivo, gli utenti rimbalzano via. E un utente che rimbalza è un utente insoddisfatto, il che significa che Google non ha fatto bene il suo lavoro nel consigliare quel risultato.

Dal 2021 i Core Web Vitals sono ufficialmente un fattore di ranking. Nel 2025, con l'aggiornamento INP al posto di FID, il peso è aumentato ulteriormente. Non ti dico che basta avere CWV perfetti per arrivare primi — sarebbe una bugia — ma a parità di contenuto e autorità, il sito più veloce vince. Sempre.

Come misurare i tuoi Core Web Vitals

Ecco gli strumenti che uso quotidianamente e che consiglio anche a te:

  • Google PageSpeed Insights: lo strumento ufficiale di Google. Inserisci l'URL, aspetti qualche secondo e ottieni un report dettagliato con dati reali (dal Chrome UX Report) e dati di laboratorio. È gratuito e dovrebbe essere il tuo punto di partenza.
  • Google Search Console: nella sezione "Esperienza" trovi un report dedicato ai Core Web Vitals che ti mostra quante pagine del tuo sito sono "buone", "da migliorare" o "scarse". Utilissimo per avere una visione d'insieme.
  • Lighthouse: integrato in Chrome DevTools (tasto F12, tab Lighthouse). Perfetto per analisi più tecniche, ti dà anche suggerimenti specifici su cosa migliorare.
  • Web Vitals Extension: un'estensione di Chrome che ti mostra i CWV in tempo reale mentre navighi. La uso sempre quando faccio audit perché mi dà un feedback immediato.

Un consiglio: non guardare solo i dati di laboratorio. I dati di campo (quelli reali, raccolti dagli utenti) sono quelli che Google usa per il ranking. A volte un sito sembra veloce in laboratorio ma nella realtà è lento perché gli utenti lo visitano da smartphone con connessioni non proprio brillanti.

Come migliorare ogni singola metrica

Migliorare il LCP

La maggior parte dei problemi di LCP dipende da immagini troppo pesanti o server lenti. Ecco cosa fare:

  1. Ottimizza le immagini: usa formati moderni come WebP o AVIF, comprimi tutto e implementa il lazy loading per le immagini sotto la piega. Attenzione però: l'immagine hero (quella grande in alto) NON deve avere il lazy loading, altrimenti il LCP peggiora.
  2. Migliora il server: un hosting economico da 3 euro al mese non basterà. Considera un hosting con server in Italia o Europa, meglio ancora con CDN integrata.
  3. Riduci il CSS e JS che bloccano il rendering: se il browser deve scaricare e processare 2 MB di JavaScript prima di mostrare qualcosa, il LCP sarà inevitabilmente alto.
  4. Usa il preload per le risorse critiche: con il tag <link rel="preload"> puoi dire al browser di scaricare subito le risorse più importanti.

Migliorare l'INP

L'INP è quasi sempre un problema di JavaScript. Ecco le strategie che funzionano:

  • Riduci e ottimizza il JavaScript: meno codice = meno lavoro per il browser. Elimina i plugin WordPress inutili, rimuovi gli script di tracciamento superflui.
  • Usa il code splitting: carica solo il JavaScript necessario per quella specifica pagina.
  • Sposta i task pesanti nei Web Workers: se hai calcoli complessi, non farli nel thread principale.
  • Attenzione ai plugin di terze parti: chat widget, pixel di tracciamento, script di analytics — ognuno aggiunge peso.

Migliorare il CLS

Il CLS si risolve quasi sempre con accorgimenti semplici:

  • Definisci sempre width e height per immagini e video. Così il browser riserva lo spazio prima ancora di scaricarle.
  • Evita di inserire contenuti dinamici sopra il contenuto esistente. Se devi mostrare un banner, riserva lo spazio in anticipo.
  • Usa font-display: swap per i web font, ma considera anche di usare un font di sistema come fallback che abbia dimensioni simili.
  • Non usare overlay o popup che spostano il contenuto appena la pagina si carica.

L'impatto reale sui posizionamenti: la mia esperienza

Te lo dico con onestà: i Core Web Vitals da soli non ti faranno passare dalla pagina 3 alla pagina 1. Il contenuto e i backlink restano i fattori più importanti. Però, e questo lo vedo continuamente nel mio lavoro a Perugia e non solo, quando ottimizzi i CWV su un sito che ha già buoni contenuti, i risultati arrivano.

Ho un cliente — un ristorante qui in Umbria — che aveva un sito bellissimo ma lentissimo. Immagini da 5 MB, slider con effetti jQuery del 2015, hosting su un server condiviso. Dopo l'ottimizzazione siamo passati da un LCP di 6,2 secondi a 1,8 secondi. Nel giro di due mesi, il traffico organico è aumentato del 35%. Coincidenza? Non credo.

Il punto è questo: Google ha migliaia di fattori di ranking, ma i Core Web Vitals sono tra i pochi su cui puoi intervenire in modo diretto e misurabile. Non ottimizzarli significa lasciare punti sul tavolo, ed è uno spreco.

Domande Frequenti

I Core Web Vitals sono davvero un fattore di ranking su Google?

Sì, dal 2021 fanno parte ufficialmente dei segnali di ranking nell'ambito della Page Experience. Non sono il fattore più pesante in assoluto — contenuto di qualità e backlink restano centrali — ma a parità di altri segnali, un sito con CWV buoni ha un vantaggio competitivo. Nel 2025, con INP che ha sostituito FID, Google ha ulteriormente rafforzato l'importanza dell'esperienza utente.

Qual è la differenza tra FID e INP?

Il FID (First Input Delay) misurava solo il ritardo della prima interazione dell'utente con la pagina. L'INP (Interaction to Next Paint) è molto più completo: misura la reattività di tutte le interazioni durante l'intera visita e considera il caso peggiore. In pratica, un sito poteva avere un buon FID ma essere lento nelle interazioni successive. Con INP questo non succede più: se anche una sola interazione è lenta, il punteggio ne risente.

Come posso controllare i Core Web Vitals del mio sito gratuitamente?

Lo strumento più semplice e immediato è Google PageSpeed Insights: vai su pagespeed.web.dev, inserisci l'URL del tuo sito e in pochi secondi avrai un report completo. Per un'analisi più ampia, usa la sezione "Esperienza delle pagine" in Google Search Console, che ti mostra la situazione di tutte le pagine del sito. Entrambi gli strumenti sono completamente gratuiti.

Quanto tempo ci vuole per vedere miglioramenti nel ranking dopo aver ottimizzato i CWV?

Dipende dalla situazione di partenza, ma in genere servono dalle 4 alle 8 settimane. Google raccoglie dati reali dagli utenti nell'arco di 28 giorni (il cosiddetto periodo di osservazione del Chrome UX Report), poi deve rielaborare il ranking. Nella mia esperienza, i miglioramenti più evidenti li vedi dopo 2-3 mesi, soprattutto se parti da una situazione molto negativa.

Posso avere un buon posizionamento anche con Core Web Vitals scarsi?

Sì, tecnicamente è possibile. Se hai contenuti eccezionali e un profilo backlink forte, puoi posizionarti bene anche con CWV non ottimali. Però stai rinunciando a un vantaggio competitivo. E se i tuoi concorrenti diretti hanno punteggi migliori, a parità di altri fattori saranno loro a prevalere. Il mio consiglio è di non trascurarli mai: è uno di quei fattori su cui puoi intervenire concretamente.

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